Il bergamotto conquista la “nicchia” dei mercati esteri.

Il bergamotto conquista i mercati esteri.

La Calabria ha il monopolio naturale del bergamotto, l’agrume più pregiato del mondo. Un patrimonio botanico i cui frutti si avviano alla certificazione Dop, come già l’olio essenziale, utilizzato dall’ industria mondiale della profumeria.

Da circa un mese, il frutto ha esordito sui banchi dei mercati generali del centro nord(commercializzato da Citrus) e nei reparti dei supermercati Conad e Coop: 350 quintali a settimana vengono distribuiti in Lombardia, Triveneto, Toscana, Umbria, pianta-di-bergamotto-femminello-in-vaso-20-cmPuglia, Abruzzo. Trenta quintali, invece, sono destinati a Spagna, Inghilterra, Svizzera, Belgio.

L’alta cucina lo mette in pentola. E per la salute è una miniera: dopo le ricerche del dell’Università della Calabria, gli atenei di Parma, Messina, Roma Tor Vergata e Magna Grecia hanno stabilito che il bergamotto è la medicina del cuore, capace di combattere il colesterolo cattivo.

Il bergamotto, dunque, conferma la sua natura resiliente: nonostante la crisi, il progressivo abbandono delle aree agricole e il sottosviluppo economico della zona reggina, sono cresciuti i produttori (+11%) e i loro redditi (+40%).

Leggi l’articolo completo di Donata Marrazzo su ilsole24ore.com

In Calabria invece c’è un sito di e-commerce che sta prendendo piede nel panorama nazionale, e vende la squistita Grappa al Bergamotto.

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Il Suino Nero di Calabria: eccellenza della tradizione calabrese

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La razza Suino Nero di Calabria o Apulo calabrese appartiene al gruppo delle razze suine autoctone italiane e, come dice il suo nome, la sua zona di diffusione corrisponde alla Calabria. La morfologia è quella tipica del suino iberico-mediterraneo con profilo fronte-nasale rettilineo e orecchie rivolte in avanti a coprire gli occhi. Presenta un mantello nero con setole nere abbondanti.

L’origine del suino Nero di Calabria o Apulo calabrese non si conosce con precisione, e ciò è dovuto – tra le varie ragioni – alla scarsa presenza di lavori scientifici soprattutto nell’ambito della zoo-archeologia. In ogni caso, tra le informazioni raccolte su fonti di diversa natura, si presuppone che il suino Nero di Calabria trovi le sue origini nell’area mediterranea sud-europea ed africana e che ripetuti incroci genetici fra i maiali primitivi locali abbiano condotto alla varietà oggi conosciuta. Tramite questi innesti genetici, verosimilmente, questo suino ha ereditato la sua precocità riproduttiva e l’adattabilità morfologica e funzionale agli ecosistemi e alle forme di allevamento estensivo.

Attualmente la consistenza attuale è molto ridotta, ma in espansione grazie ad iniziative di tutela e di valorizzazione delle produzioni. I soggetti iscritti al registro anagrafico alla fine del 2007 erano 499 (15 verri, 76 scrofe e 408 allievi) distribuiti in 10 allevamenti.
Fornisce tagli magri, mentre i prosciutti e le spalle sono di buona pezzatura.
Come molte razze “colorate autoctone” le caratteristiche principali sono la capacità di valorizzare alimenti poveri, la rusticità, adattabilità al pascolo, il vigore sessuale per il verro e l’attitudine materna per la scrofa. Si adatta benissimo all’allevamento all’aperto allo stato brado o semibrado, cibandosi di ghiande, castagne, tuberi e radici che trova nelle aree boschive in cui viene allevato.
L’Apulo-Calabrese è stata inserita nel registro anagrafico delle razze suine italiane, curato dall’Associazione Nazionale Allevatori Suini (ANAS).
I maschi castrati, ad un anno di vita, arrivano al peso di circa 150 kg, mentre il peso delle femmine alla stessa età si aggira sui 120 kg. L’accrescimento è lento e probabilmente è stata questa la causa principale che ha spinto gli allevatori a preferire altre razze più precoci e con un indice di conversione alimentare migliore.
La carne di ottima qualità viene solitamente trasformata in prodotti tipici della salumeria calabrese, quali capocollo, lardo, pancetta, prosciutto, salsiccia e soppressata.

Caratteristiche morfologiche

E’ un suino di tipo robusto, di taglia medio-piccola con scheletro forte.

Mantello e cute – Cute e setole sono di colore nero; le setole sono robuste e più lunghe nella regione dorso-lombare. Alcuni soggetti possono presentare macchie bianche alle estremità degli arti (balzane), che non devono però estendersi oltre il garretto posteriormente o oltre il pastorale anteriormente.
Testa – La testa è di medio sviluppo, con profilo fronto-nasale rettilineo, mandibola piuttosto stretta, grugno lungo e sottile; le orecchie grandi sono pendenti in avanti e in basso.
Collo – Il collo è allungato, mediamente sviluppato.
Tronco – Il tronco è moderatamente lungo e stretto; il torace poco profondo, ventre stretto e pendente, linea dorso-lombare rettilinea, groppa inclinata.
Arti – Gli arti sono di media lunghezza, robusti, con articolazioni asciutte.
Caratteri sessuali – Nel maschio, si notano testicoli ben pronunciati. La femmina è caratterizzata da mammelle in numero non inferiore a 10, con capezzoli normali ben pronunciati e pervi.

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I salumi di suino nero di Calabria sono un’eccellenza tradizionale della regione per due motivi fondamentali, la bontà della materia prima – quando gli animali siano allevati allo stato brado e semi-brado, con possibilità di pascolo e deambulazione che conferisce particolari caratteristiche organolettiche e nutrizionali sia alla massa magra, sia al grasso –  e le ricette veramente tradizionali con cui sono confezionati. Carne, sale, spezie naturali – semi di finocchietto selvatico, pepe in grani e, a richiesta, peperoncino – sono i soli ed esclusivi ingredienti di soppressata, salsiccia, prosciutto, pancetta, guanciale, capocollo; assolutamente banditi conservanti, antiossidanti, nitriti e nitrati, esaltatori di sapidità e quant’ altro. Il sapore antico della carne, sapientemente lavorata al coltello e stagionata all’aria fresca e salubre delle nostre campagne, deriva solo ed unicamente dagli ingredienti naturali. Le caratteristiche nutrizionali della carne di suino nero, inoltre, costituiscono un valore aggiunto; gli animali al pascolo, con la deambulazione, bruciano molti grassi; inoltre, con l’alimentazione naturale e, nel periodo di finissaggio – il momento finale dell’ingrasso, prima della macellazione – a base di ghiande e castagne, oltre che rendere particolarmente sapida la carne, conferiscono al grasso delle proprietà che lo rendono simile al pesce azzurro, per la presenza di omega3 e omega6.

Il Consorzio Nero di Calabria

Il Consorzio Nero di Calabria è nato nel 2011 dalla forte volontà di allevatori e trasformatori che hanno voluto recuperare la tradizione dell’allevamento e della lavorazione della carne di Nero. Esso si pone, tra gli altri obiettivi, anche quello di tutelare e valorizzazione l’allevamento, al fine di contribuire alla difesa dell’ambiente rurale calabrese.

 

Serie A: ” Crotone ti puoi salvare”. Poker contro l’Empoli

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Fondamentale successo del Crotone che, grazie alle reti di Stoian e Falcinelli (quest’ultimo autore di una tripletta), travolge 4-1 l’Empoli tra le mura amiche e riduce il distacco dal quart’ultimo posto, occupato proprio da Maccarone e compagni.

Il canovaccio tattico è chiaro sin da subito: il Crotone fa la partita, l’Empoli attende e prova a ripartire in contropiede. L’atteggiamento dei toscani, tuttavia, si rivela troppo rinunciatario. E il gol dei padroni di casa non si fa attendere troppo: al 24′ splendida triangolazione tra Stoian e Palladino (di gran lunga i migliori dei calabresi nel primo tempo), l’ex esterno del Chievo da fuori area lascia partire un destro di prima intenzione che si insacca proprio nell’angolino basso alla sinistra di un incolpevole Skorupski. Lo “Scida” si rianima, uno sguardo alla classifica è ora doveroso. La squadra di Nicola però cala vistosamente sotto il profilo dell’intensità e incassa il pareggio un quarto d’ora più tardi: sponda di Marilungo al limite, Mchedlidze non ci pensa su due volte e spara. La traiettoria della palla, nonostante la deviazione di Ceccherini (che forse inganna Cordaz), resta nello specchio della porta e termina beffardamente in fondo al sacco. Per il georgiano si tratta del suo secondo gol di fila, il quinto in questo campionato (record personale).

Nella ripresa l’Empoli parte decisamente meglio di quanto non aveva fatto nella prima frazione, ma la prima grande occasione la crea il Crotone al 52′: il solito Palladino pennella al centro un passaggio rasoterra al bacio per Falcinelli che controlla e tiene a distanza i due centrali ospiti, ma colpevolmente non riesce a incrociare a pochi metri da Skorupski. L’attaccante di Marsciano si rifà cinque minuti dopo: punizione tagliata di Barberis e spizzata che spiazza l’estremo difensore toscano. Martusciello inserisce Maccarone al posto di Marilungo, ma cambia poco: i padroni di casa si chiudono bene e amministrano il preziosissimo vantaggio senza particolari affanni, invertendo dunque la pessima tendenza dei 19 punti persi nei secondi tempi finora in campionato. Al 90′ è tris: Stoian brucia Veseli che lo stende in area, Falcinelli dal dischetto firma una pesantissima doppietta. In pieno recupero addirittura il poker: ancora in gol Falcinelli, con un sinistro a giro dopo uno scambio con Rohden.

Con questo risultato, il Crotone sale a quota 13, a otto punti dall’Empoli, inchiodato a quota 21: la lotta salvezza è riaperta.

Fonte: Tutto Sport

Calabrese apre le porte dei musei vaticani: “Un privilegio”

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CITTÀ DEL VATICANO. “L’alba è il momento più magico. Entro nel bunker che custodisce le 2797 chiavi dei musei vaticani. Quando non ci sono gli addetti della sagrestia pontificia, tocca a me prelevare l’unica chiave che non ha numero né copie. È un modello antico come la porta che apre, quella della Cappella Sistina. Giro la serratura della Cappella, quella stessa che sigilla i cardinali in conclave, per pochi istanti mi sento investito da una meraviglia che non è facile spiegare. M’inginocchio, mi segno, e dico una preghiera in solitudine. Chiedo che tutti i visitatori che di lì a poco entreranno possano provare il medesimo stupore. Sono un privilegiato, ne sono consapevole. E so che di questo privilegio devo esserne sempre degno”.

Gianni Crea, 45 anni, romano ma originario di Melito di Porto Salvo, in provincia diReggio Calabria, è capo clavigero dei musei vaticani. In sostanza, ha il compito di aprire e chiudere tutte le porte e le finestre, 500 in tutto, 300 del percorso dei visitatori e 200 dei vari laboratori collegati. A vent’anni il parroco della chiesa che frequentava sulla via Appia gli chiese se voleva lavorare nella basilica vaticana come custode ausiliario. La Fabbrica di San Pietro in cambio avrebbe contribuito ai suoi studi. Accettò.

Qualche anno dopo, giovane studente di giurisprudenza con il sogno di diventare magistrato, partecipò a un concorso per diventare a tutti gli effetti custode. Per un anno lo osservarono, per valutare se fosse idoneo: puntualità, discrezione e serietà le principali doti richieste. Venne preso: “Da adesso – gli dissero – devi sempre ricordare dove ti trovi. Lavori nel centro della cristianità. I dieci comandamenti devono diventare il tuo secondo vestito”. Una richiesta “non da poco”, dice. “Tuttavia sono contento di non disattenderla”.

Più immaginifica fu, invece, la consegna che gli fece Antonio Paolucci, fino a poche settimane fa direttore dei musei, quando da semplice clavigero venne nominato capo. “Adesso sei tu ad avere simbolicamente in mano le porte del Paradiso”, gli disse per fargli comprendere la responsabilità a cui era chiamato. Con lui, infatti, collaborano altri dieci clavigeri che si dividono il lavoro in due turni, una metà dalle 5.30 del mattino alle due del pomeriggio. Gli altri fino a sera tardi. “Da quel momento il Vaticano è diventata la mia seconda casa – dice – Conosco le chiavi come le mie tasche. Ogni porta apre un mondo per me e per tutti i clavigeri familiare. Dietro ogni porta c’è un odore particolare, un profumo, riconoscibile soltanto da noi”.

L’apertura e la chiusura di porte e finestre sono momenti entrambi delicati. Alle 5.30 la Gendarmeria di Porta Sant’Anna toglie l’allarme e il clavigero di turno procede con un lungo giro che dura quasi un’ora e mezzo. Dopo ogni apertura c’è il controllo che ogni cosa sia in ordine. “Se ad esempio si rompe un tubo dell’acqua – racconta – spesso tocca a me chiamare l’idraulico”. Negli ultimi anni i visitatori dei musei sono parecchio aumentati, 28mila le sole presenze giornaliere in Sistina. Tutto deve essere perfetto. “Ma anche la chiusura non è facile. Bisogna controllare che nessuno rimanga all’interno. Gli imprevisti sono sempre possibili. Una sera chiudemmo tutto e di colpo suonò l’allarme. Accorremmo nella stanza nella quale veniva segnalata una presenza. Per fortuna era soltanto un passerotto rimasto dentro”.

Il clavigero è l’erede delle chiavi del Maresciallo del Conclave, colui che fino al 1966 doveva sigillare le porte intorno alla Cappella quando i cardinali si riunivano per eleggere il Pontefice. La sua chiave non è l’unica a essere preziosa: c’è, ad esempio, la chiave numero 1, quella che apre il portone monumentale su viale Vaticano, che oggi è il portone d’uscita dei visitatori dei musei. E poi c’è la 401, una delle più antiche: apre il portone d’entrata dei musei e pesa mezzo chilo. “Due chiavi decussate, cioè incrociate a X, appaiono negli stemmi ed emblemi dei papi – scrive Tiziana Lupi su “Il mio Papa” – Sono una d’oro (potere spirituale) e una d’argento (potere temporale); hanno i congegni traforati a croce e sono unite da un cordone, simbolo del legame tra i due poteri “. I musei sono divisi in quattro aree. Ad ogni area corrispondono dei numeri a cui le chiavi si riferiscono. Le chiavi con il numero 100 sono del museo etnologico, quelle col 200 sono del Gregoriano, eccetera…

“La gioia più grande in questi anni – dice ancora Crea – l’ho avuta pochi anni fa. Prima che morisse mia madre ha potuto assistere a una messa del mattino a Casa Santa Marta. Ha ricevuto una carezza dal Papa. Un piccolo gesto che per me ha significato molto”.

Fonte: La Repubblica

 

Il bergamotto: ” l’oro verde” di Calabria

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La pianta del  Citrus bergamia risso, meglio nota come bergamotto, rappresenta “l’oro verde” di Calabria, una vera e propria ricchezza per il territorio della Locride visto che il 90% della produzione globale si concentra proprio in questa straordinaria regione. I numerosi tentativi di acclimatare la pianta effettuati in diverse aree agrumarie del mondo (Florida, California, Nord-Africa, Sud America e Costa d’Avorio) hanno dato scarsissimi risultati e ancor oggi la quasi totalità della produzione mondiale di bergamotto è concentrata in Calabria. Le particolari condizioni climatiche – caratterizzate da costanti venti di scirocco- unite alla qualità del terreno ricco di sostanze minerali , l’esposizione a sud dell’intera area e l’abbondante irrigazione, fanno del territorio costiero tra Villa San Giovanni e Siderno la zona ideale per la fruttificazione del bergamotto.

Questo frutto dal colore che va dal verde al giallo, grande quanto una normale arancia ma difficile da mangiare per via del sapore acre, rappresenta un’eccellenza dell’agricoltura calabra. Le imprese locali hanno scommesso sulla produzione di questo agrume straordinario e sono riuscite nell’impresa di valicare i confini nazionali per raggiungere il mercato globale. Si tratta per la Calabria di un settore economico molto importante che, negli ultimi anni, dopo un periodo di flessione sta riprendendo nuovo slancio. La superficie oggi coltivata a bergamotto è di 1.500 ettari, il numero delle imprese produttrici è di circa 1.500, 45 sono le industrie di trasformazione che operano nel territorio, circa 3000 gli occupati nella bergamotticoltura e nelle attività connesse.

Noto sin dall’antichità per il suo olio essenziale, ricco di ben 350 componenti chimici, il prezioso agrume viene utilizzato dall’industria profumiera e cosmetica internazionale. In particolare, l’essenza di bergamotto stabilizza il bouquet aromatico dei profumi e conferisce una nota di freschezza e leggerezza alle altre essenze. Dall’acqua di colonia ai deodoranti, dalle ciprie alle lozioni antiforfora e ai dentifrici, il bergamotto è presente in un gran numero di preparazioni cosmetiche. Nell’industria alimentare l’essenza di bergamotto è utilizzata per aromatizzare dolci di vario tipo, in prevalenza caramelle, liquori, torroni, gelati, bibite e persino un insospettabile come l’earl grey tea. La sua essenza, viene impiegata nell’industria farmaceutica per il suo potere antisettico e antibatterico. Decongestionante delle vie respiratorie, antinfiammatorio naturale e concentrato di antiossidanti e vitamine (A, E, C, Bl, B2, P), l’olio essenziale di bergamotto si è rivelato un toccasana per la salute. Recenti studi ne hanno addirittura esaltato l’azione benefica sul colesterolo e per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

A cura di Ivana Felice

Alessandro Pucci

Nuova ondata di mal tempo sulla fascia jonica

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Nuovo brusco peggioramento delle condizioni del tempo proveniente dall’oceano Atlantico.
In particolare la nuova ondata di maltempo si concentrerà all’estremo Sud, in Sardegna ma soprattutto tra Calabria e Sicilia, nelle zone joniche, dove tra oggi, sabato 28 gennaio e domenica 29 si registreranno forti piogge, locali nubifragi e fenomeni che si prolungheranno fino a Lunedì 30. Tra le zone più colpite, la fascia meridionale (jonica) dello Stretto di Messina e il reggino. Maltempo anche tra Puglia e Basilicata. Neve sui rilievi oltre i 1.200 metri di quota.

Alessandro Pucci

La spiaggia di Punta Alice a Cirò Marina: la grande bellezza.

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La Spiaggia Punta Alice di Cirò Marina è situata nella frazione omonima ed è facilmente raggiungibile da Cirò Marina, all’altezza della quale si lascia la SS 106 jonica e si prosegue sulla provinciale per circa 4 chilometri, seguendo poi le indicazioni per Punta Alice. Si tratta di una splendida spiaggia frastagliata, caratterizzata da un litorale ampio e molto lungo, incastonata in un paesaggio dunale con basse colline ricoperte di erbe ed alberi di eucalipto. Il mare che la bagna è bellissimo, cristallino, trasparente e di un azzurrro intenso, con fondali profondi e digradanti. La bellezza di questa costa solitaria è unica e nelle sue vicinanze si trova anche la foce del fiume Neto, di notevole importanza naturalistica in quanto venuta a far parte di un’area umida protetta abitata da aironi ed altre specie di uccelli.

In questa frazione di litorale si incrociano 2 correnti, un punto di forza unico nel suo genere.La spiaggia è riconosciuta dalla FEE (Fondazione per l’Educazione Ambientale) 16 volte Bandiera Blu.

Vi aspettiamo per questo e molto altro ancora a Cirò Marina.

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